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Sei un manager? Non fare questi errori!

Sei un manager? Non fare questi errori!

Molto spesso si sentono manager lamentarsi dello scarso rendimento dei propri collaboratori (ho sentito definire i collaborati come scollaboratori dal titolare di un’azienda! n.d.r.) o, ancora peggio, di dipendenti che decidono di lasciare l’azienda.

Non c’è niente di peggio per un azienda, anche economicamente parlando, di un buon dipendente che decide di andarsene. E quando un collaboratore decide di cambiare aria, non lo fa quasi mai a causa del posto di lavoro ma bensì a causa del suo capo.

Questi ostacoli si potrebbero facilmente evitare se i manager avessero maggiori capacità gestionali e coltivassero con più attenzione alcune soft skills.

MANAGER: GLI ERRORI PIÙ COMUNI

Cerchiamo di capire quali sono gli errori che i manager compiono più di frequente e che sono spesso la causa principale che spinge i collaboratori ad abbandonare l’azienda:

1. CARICHI DI LAVORO ECCESSIVI

È la causa di maggior stress tra i dipendenti. Sei un “buon elemento”? Ecco che il tuo manager ti riempie di compiti. Lo fa perchè vuole aumentare la produttività e quindi si rivolge a chi eccelle. Peccato che così facendo ottiene l’effetto opposto: la produttività diminuisce (uno studio della Stanford University dimostra che la produttività oraria diminuisce quando la settimana lavorativa supera le 50 ore) e i dipendenti che subiscono questo trattamento si sentono come puniti.

2. MANCANZA DI RICONOSCIMENTO PER IL BUON LAVORO SVOLTO

Errore che è legato al precedente: i manager, oltre ad aumentare i carichi di lavoro, si dimenticano di incentivare i propri collaboratori e di premiarli per i risultati ottenuti. Spesso mancano anche riconoscimenti e incoraggiamenti. Ci si dimentica che un “bravo, ottimo lavoro!” ha un potere enorme su collaboratori capaci e motivati che in questo modo vedono innalzarsi il proprio status all’interno dell’azienda perchè, diciamolo, a tutti fa piacere ricevere complimenti!

3. POCA CURA DELLE RELAZIONI

I collaboratori sono persone, non macchine. Pertanto i rapporti umani sono fondamentali per farli sentire a proprio agio. I manager che non prestano attenzione alle relazioni si troveranno con un team poco motivato, fortemente stressato e con un alto tasso di abbandono. È molto difficile lavorare per 8 ore al giorno con persone che non ti coinvolgono e non ti apprezzano.

4. TRADIRE LA FIDUCIA

Ci sono esempi di manager che cercano di motivare i propri collaboratori facendo promesse che poi faticano a mantenere. Questo è un meccanismo pericoloso e, nel medio-lungo periodo, assolutamente non funzionale. Nessun collaboratore vuole lavorare con una persona che non mantiene le promesse!

5. FARE SCELTE SBAGLIATE

Assunzioni e promozioni. Sono due compiti delicati che ricadono sui manager. Assumere (o, peggio, promuovere) persone sbagliate pensando che questa azione non abbia influenza sul resto del team è un errore colossale!

6. NON CREDERE NELLA FORMAZIONE

Un manager che non ha a cuore la continua crescita personale dei collaboratori compie un grosso errore: per prima cosa un dipendente che fa formazione continua sarà sempre motivato perchè si sente apprezzato. In oltre avrà sempre maggiori competenze in ambito lavorativo, aumentando la produttività e scongiurando di fare la fine della rana bollita.

IN CONCLUSIONE

Un manager capace si occupa delle persone, è attento alle relazioni e, oltre al sapere e al saper fare, da importanza anche al saper essere. Per saper guidare un team con successo è fondamentale avere collaboratori di talento, lasciare loro uno spazio di azione adeguato ed essere in grado di interessarli e, perchè no, anche sfidarli a lavorare per te e con te!

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