Motivare i collaboratori

Motivare i collaboratori

Motivare i collaboratori è un’attività di grande rilevanza nel mondo lavorativo. Il dipendente è sempre di più una persona che possiede un patrimonio di conoscenze che costituiscono vero e proprio valore (lo si può definire un knowledge worker).

La perdita di un collaboratore ha un costo altissimo per l’azienda perchè non si perse solo un dipendente ma un parte di quel capitale intangibile che sono le qualità del collaboratore stesso.

COME TENERSI STRETTI I COLLABORATORI?

La risposta a questa domanda è abbastanza scontata: motivandoli. Come si motivano collaboratori che, spesso, hanno difficoltà ad arrivare a fine mese con lo stipendio che percepiscono? Oggi un’azienda per crescere ha bisogno di collaboratori motivati e deve quindi avere programmi di crescita non solo economica.

LA GESTIONE DELLE PERSONE

Il primo passo da compiere per incentivare i propri collaboratori è dar loro attenzione: lodi, apprezzamenti, coinvolgimento ed interesse. Una volta che si inizia a mettere in atto una gestione ottimale delle persone dal punto di vista dei fattori intangibili (soft skills), ecco che l’incentivazione economica può far incrementare ulteriormente la produttività.

“Per espandere un territorio, dividi il bottino” – L’Arte della Guerra di Sun Tzu

Lo stesso concetto va applicato in azienda: investendo e dividendo la ricchezza prodotta si incentivano i propri collaboratori a produrre ancora  maggiore ricchezza.

“Se qualcuno mi aiuta a guadagnare quello che non sto guadagnando adesso, io posso dargli anche il 50% di tale cifra, se lui mi aiuta a guadagnarla” – Ingvar Kamprad, fondatore di Ikea

PRIMA REGOLA

Per creare maggiore ricchezza dividine una parte con le persone che ti aiuteranno a crearla. È necessario avere ben chiare le marginalità sui prodotti / servizi offerti oltre che attivare un programma per il controllo di gestione. Occorre quindi avere informazioni dettagliate e corrette in merito ad eventuali maggiori utili che derivano da aumenti di fatturazione o dall’ottimizzazione dei costi.

LE ALTRE REGOLE

Conoscere le marginalità è solo l’inizio, ecco le altre regole da rispettare:

  1. Dai incentivi a tempo (6 mesi, massimo 1 anno). Al termine del periodo stabilito, occorre verificare e rimodulare il target.
  2. Iniziare a fare. Non esiste un programma perfetto che va bene per chiunque. Solo l’esperienza e il tempo possono far si che il piano che intendi applicare venga messo a punto.
  3. Riconosci gli incentivi regolarmente. Ogni mese ( o meno), non una volta l’anno. In questo modo i collaboratori avranno modo di ricordarsi che il piano di incentivi è presente e viene applicato.
  4. Devi essere un leader. Non lo sei? Allenati! Devi essere in grado di spronare, convincere, aiutare i collaboratori a raggiungere i propri obiettivi e devi possedere una comunicazione efficace.

Avere un buon piano di incentivi rappresenta un modo per motivare i collaboratori ed è anche un potente strumento per cambiare la struttura e i valori aziendali rendendoli più consoni alle necessità di un mercato sempre più esigente e competitivo.

IL CLIMA AZIENDALE PRIMA DI TUTTO

L’incentivazione permette di consolidare presso i collaboratori valori come la qualità, l’attenzione al cliente, l’orientamento alla vendita e la diminuzione degli sprechi. Tutti obiettivi che non si potranno mai raggiungere con stipendio e controllo.

Prima di pensare ad un piano di incentivi è necessario preparare lo scenario: il clima in azienda deve essere idoneo, i collaboratori devono essere considerati come persone e come tali apprezzati per le loro qualità e per il loro valore oltre che coinvolti nelle decisioni aziendali e messi al corrente dello stato di salute dell’azienda e delle mete che l’azienda stessa si pone come traguardi.

Se manca questa cura verso i propri collaboratori, difficilmente un piano di incentivi potrà risultare efficace, sarebbe come piantare dei fiori tra le crepe dell’asfalto e sperare che crescano!

 

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