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Il paradosso di Abilene
Il paradosso di Abilene

Il paradosso di Abilene

Il paradosso di Abilene porta alla luce un ostacolo che risulta spesso poco visibile: saper dire di no è un’arte solo apparentemente semplice. All’interno di un’organizzazione può capitare che vengano prese delle decisioni che vanno contro gli interessi dell’organizzazione stessa. Questa situazione è causata da un problema di comunicazione interno al gruppo, per cui ciascun membro crede erroneamente che la propria preferenza sia contraria a quella del gruppo e non prova nemmeno a sollevare obiezioni.

Il meccanismo appena descritto prende il nome di paradosso di Abilene, termine coniato da Jerry B. Harvey per spiegare un particolare comportamento che si può verificare all’interno di un’azienda. L’autore racconta questa storia per far comprendere il fenomeno:

Durante un caldo pomeriggio in una piccola cittadina del Texas una famiglia sta giocando a carte quando il capofamiglia suggerisce di recarsi per cena ad Abilene, cittadina che dista circa 50 miglia. La figlia dice “Sembra una grande idea!”. La moglie, pur avendo qualche riserva per il lungo viaggio e il caldo, pensa che sia più importante mantenere armonia nel gruppo e dice: “Mi sembra ottimo! Spero solo che tua madre voglia venire”. La suocera dice: “Certamente vengo volentieri”.
Il viaggio è lungo, caldo e stancante. Quando arrivano al ristorante il cibo è pessimo. Tornati a casa dopo 4 ore sono “distrutti”. Uno di loro dichiara “E’ stato un gran bel viaggio, non è vero?”. La suocera risponde dicendo che in verità lei sarebbe stata volentieri a casa ma visto l’entusiasmo aveva accettato per non rovinare l’armonia. La figlia a quel punto esclama: “Nemmeno io volevo andare ma ho detto di si perchè tutti voi volevate andare!”. La moglie: “Io sono venuta per far felici voi. Solo un folle sarebbe uscito con questo caldo”. Il marito infine disse che aveva proposto il viaggio solo perché pensava che gli altri si stessero annoiando…

Questo comportamento può essere riscontrato anche in azienda: le riunioni tra soci, familiari o persone che hanno lo stesso livello di potere sono spesso soggette al paradosso di Abilene.

CARATTERISTICHE DI UN GRUPPO A RISCHIO DI PARADOSSO DI ABILENE

  • Persone con stesso livello di potere
  • Eccessiva confidenza e/o rispetto reciproco
  • Mancanza di comunicazione dei desideri e delle reali aspettative personali
  • E’ più importate soddisfare gli altri che se stessi e quindi si tende ad assumere le decisioni e le opinioni degli altri

CONSEGUENZE DEL PARADOSSO DI ABILENE

Quando ci si trova di fronte a gruppi che hanno una o più di queste caratteristiche e si innesca il paradosso di Abilene, i singoli assumono decisioni basate su percezioni della volontà altrui e, di fatto, la decisione collettiva che ne scaturisce non è voluta da nessuno singolarmente. SI rischia, una volta innescato questo meccanismo, di ripetere gli stessi comportamenti se non viene identificata la causa del paradosso di Abilene.

COSA FARE

Una volta che si “attesta” di essere entrati nel paradosso di Abilene, occorre mettere in atto la seguente strategia:

  • Far si che le persone possano liberamente esprimere il loro punto di vista e che questo sia parte di un processo di comunicazione condiviso da tutti
  • Evitare che la condivisione dei punti di vista sfoci nell’estremo opposto, ossia l’eccessiva determinazione da parte dei soggetti che vogliono solo quello che pensano loro senza curarsi degli interessi degli altri (gestione dei conflitti)

In poche parole è necessario trovare equilibrio tra il bisogno di soddisfare se stessi e quello di soddisfare gli altri. Gli eccessi non sono mai consigliati.

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