Business coach: l’acceleratore del cambiamento

Business coach: l’acceleratore del cambiamento

“Che cosa fa un business coach?”, “Che lavoro fai scusa?”, “In cosa consiste il tuo lavoro?”, “Quindi sei un motivatore, uno psicologo?”. Queste sono solo alcune delle domande che mi vengono poste di frequente. E proprio per questo ho deciso di scrivere un post per spiegare meglio in cosa consiste il mio lavoro.

BUSINESS COACH: FACCIAMO CHIAREZZA

Innanzitutto inizio col dirvi cosa non sono: non sono uno psicologo, quindi non risolvo i problemi delle persone. In secondo luogo non sono un motivatore, nel senso che non faccio interventi che si concludono con i partecipanti che cantano e si abbracciano in lacrime.

Ora che vi ho detto cosa non faccio, posso dirvi invece in cosa consiste la mia attività. Se dovessi dare una definizione direi che il mio lavoro consiste nello sviluppare competenze nell’ambito delle risorse umane per migliorare competitività e produttività. In una parola sono un consulente.

INNOVAZIONE DI VALORE

Ok Andrea, sei un consulente, ma cosa fai esattamente?”. La risposta a questa domanda potrebbe essere molto lunga! Sintetizzando al massimo posso dire che quello che faccio è accelerare e facilitare il processo di cambiamento in azienda.

Vi state chiedendo come? Ecco la risposta: portando un tipo di innovazione che nulla ha a che vedere con la tecnologia: l’innovazione di valore. Tutte le aziende (ma anche i liberi professionisti e i commercianti) hanno in comune una cosa: le risorse umane, le persone! Ed è proprio qui che entro in gioco io. Ogni persona ha delle abilità, come la capacità di relazionarsi con gli altri o la capacità di comunicare bene. Quello che faccio è, in primo luogo, andare ad analizzare queste abilità e, successivamente, lavorare con le persone per migliorare le loro abilità.

MIGLIORI COMPETENZE = MAGGIORE PRODUTTIVITÀ E COMPETITIVITÀ

“Ma come è possibile migliorare queste abilità? O uno le ha o non le ha!”. Anche questa è una frase che mi sento dire spesso. È una credenza priva di fondamenta. Le abilità primarie (o soft skills) non sono talenti che ci vengono donati. Sono dei processi, e come tali si possono definire e di conseguenza studiare ed imparare.

Se per esempio definisco il processo con cui gestire i clienti scomodi, sto migliorando le mie competenze e la competitività della mia azienda, perchè sarò in grado di capire il motivo per cui un cliente è scomodo e avrò un processo definito per recuperare quel cliente.

LE DUE FASI: FORMAZIONE E CONSULENZA

Vi ho detto in precedenza che sono un consulente, aggiungo ora che sono anche un formatore. Perché il mio lavoro è diviso fondamentalmente in due fasi:

  1. FORMAZIONE. Per prima cosa devo formare i miei clienti: cosa è la comunicazione efficace? Cosa è il marketing? Cosa è la leadership? E cosi via. In base alle esigenze che emergono da una prima analisi provvedo a progettare un percorso formativo per chiarire cosa sono queste competenze primarie.
  2. CONSULENZA. Una volta che abbiamo definito le basi, inizia la fase di vera consulenza: scrivere insieme al cliente i processi. Quindi andremo a scrivere, per esempio, il Piano di Marketing Aziendale o il Piano per il Follow Up del cliente acquisito o, ancora, il Business Plan aziendale e via dicendo.

Il valore aggiunto di questa attività sta nel fatto che i collaboratori sono vere e proprie risorse da coltivare, migliorare e far crescere. In questo modo un’azienda avrà collaboratori che saranno sempre motivati, avrà manager in grado di dirigere e guidare restando quindi competitiva e incrementando il proprio business.

ACCELERATORE DEL CAMBIAMENTO

In tal senso mi definisco un acceleratore del cambiamento: le aziende che iniziano questo percorso sono composte da persone che hanno compreso il concetto di responsabilità e si sentono causa della loro situazione. Una volta abbandonata la cultura degli alibi, delle scuse e delle giustificazioni nessun cambiamento sembrerà impossibile. Migliorare le abilità personali, accrescere il valore delle risorse umane, riconoscere e definire come processi alcune abilità che per altri restano “doti innate” permette di essere sempre pronti a qualunque sfida il mercato ci presenti.

“Le carte che abbiamo in mano sono opera del caso, e siamo noi a scegliere come giocare la partita”
Marshall Goldsmith

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